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Role Models

 
 
 

Regista

David Wain  
  Nazionalità Germania  
  Genere Commedia  
  Anno di produzione 2008  
         
 

Recensione

   
 

Danny e Wheeler sono i venditori svogliati di un energy-drink per teenagers.
In seguito a una sbronza e a un alterco con un pubblico ufficiale, vengono arrestati, processati e costretti dalla corte a scontare centocinquanta ore presso un centro di formazione per bambini, a ciascuno di loro verrà affidata la cura e la responsabilità di un minore.
Superato il primo colloquio con la bizzarra direttrice, ex galeotta con problemi superati di dipendenza, Danny e Wheeler incontrano Augie, un nerd sedicenne ossessionato dai giochi di ruolo, e Ronnie, un bullo di colore col vizio della trivialità.
Tra una canzone dei Kiss e una battaglia nelle “terre di mezzo”, i quattro frontman se le “suoneranno” di santa ragione, imparando molto presto a volersi bene in un lungo il viaggio verso la maturità.
Role Models è una piacevolissima commedia di formazione, abitata da quattro protagonisti che prendono più pugni in faccia dalla vita di quanti riescano a darne.
La sfida del film è mettere insieme due adulti mai cresciuti e due ragazzini cresciuti troppo in fretta, che devono fare i conti con la propria personale inadeguatezza.
Ma il primo e rocambolesco incontro dei fab four è già gravido dei successi a venire, di una vita di mediocrità sfuggita e di uno sfolgorante palcoscenico pronto ad essere occupato e battuto.
Il tema dominante del film di David Wain è legato alla capacità, più o meno consapevole dei protagonisti, di trasformare i propri limiti in punti di forza. Se Danny non fosse stato così zelante, se Wheeler non fosse stato così negligente, Augie così inadeguato e Ronnie così eccessivo, non ci sarebbe stata nessuna storia da raccontare.
Se ognuno di loro fosse stato perfettamente integrato nel proprio mondo sarebbe rimasto semplicemente un individuo ordinario.
I protagonisti, nessuno escluso, rivendicano allora il diritto alla (a)normalità, alla disuguaglianza e alla disobbedienza per continuare ad essere quello che si è.
Insieme sapranno creare il miracolo di una famiglia eterogenea e compatta, alternativa a quella istituzionale, troppo distratta o eccessivamente tutelare.
La forza del film è l'affermazione dell'identità personale contrapposta alla “normalità” collettiva.
Il limite la ricerca di una certa carineria di fondo che lo avvicina al modello “Sundance”, dove i figli fanno che quello possono e i padri sono fuggiti, morti o assenti.
La famiglia naturale è dissolta e sostituita da quella sociale.

 
 
  Recensione tratta da My Movies
Destinatari

D. 14-18 anni
E. Dai 18 in su

Argomento

Adulti
Crescita
Formazione
Identità - Costruzione del sè

Anno di ambientazione

2000

     
Sesso ed età dei protagonisti

maschi 14 e 16 anni

     
Presente in archivio

Si

   

 

 
     
     

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